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CNCA - Friuli Venezia Giulia

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Convegno Finale Progetto Carceri PDF Stampa E-mail
Il momento conclusivo del percorso legato al Progetto Carceri si è tenuto sabato 23 novembre 2013 a Farra d'Isonzo, presso la struttura che la Comunità Arcobaleno di Gorizia ha messo a disposizione per ospitare persone detenute in misura alternativa provenienti dai vari Istituti del Friuli Venezia Giulia.
Alla giornata hanno partecipato Anna Martini- Presidente del CNCA FVG, Don Mario Vatta - Fondatore del CNCA e Presidente onorario della Comunità di San Martino al Campo, la dottoressa Rosanna Palci, il dottor Maurizio Battistutta e Don Alberto De Nadai , garanti per i diritti dei Detenuti di Trieste, Udine e Gorizia.


Oltre che i componenti dei vari gruppi, erano presenti i consiglieri Regionali Silvana Cremaschi e Franco Codega e i due magistrati di Sorveglianza di Trieste- la dottoressa Rosamaria Putrino e la dottoressa Emanuela Bigattin. Sono intervenuti, inoltre, l'associazione "Società San Vincenzo" di Udine, la Cooperativa "Il posto delle fragole" di Trieste, la Cooperativa "l'Onda Nova" di Grado, l'Associazione "Incontriamo" e l'Associazione "Carcere e Comunità".
Moltissimi e delicati i temi che sono emersi in questa giornata di confronto: il tema della rieducazione all'interno delle carceri, la mancanza di operatori - in media ci sono due educatori per 300 detenuti, la medicina penitenziaria e il grave stato del sistema sanitario delle carceri, in particolare nella nostra Regione.
Tante e spesso difficoltose sono le riforme che bisognerebbe attuare per risollevare lo stato del sistema penitenziario Italiano e Regionale: una prospettiva che si spera venga messa in pratica a Udine è quella della sorveglianza dinamica (un modello che a Trieste è già stato avviato) che permetta ai detenuti di trascorrere meno tempo in cella per potersi dedicare ad altre attività più costruttive. Purtroppo sono ancora molti gli ostacoli, spesso logistici, che impediscono la realizzazione di questa proposta.
Al termine degli interventi si è acceso un dibattito che ha visto confrontarsi operatori, volontari e magistrati: la considerazione comune è la difficoltà in cui si trova, ad oggi, il sistema carcerario, in particolare in Friuli Venezia Giulia; il carcere risulta essere più costoso e meno educativo delle misure alternative, che sono ad oggi ancora poco utilizzate.
La detenzione sociale è l'antitesi alla cultura dell'inclusione e toglie spazio alle politiche sociali rieducative; gli Istituti di pena possono e devono avere una funzione educativa ma non si può prescindere da una radicale ed efficiente riorganizzazione del sistema, anche alla luce del fatto che il 28 maggio 2013 l'Italia è stata condannata dall'Unione Europea per la situazione del suo sistema penitenziario.

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