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AIDS - Il Governo e le autonomie locali assumano impegni precisi PDF Stampa E-mail
Troppi gli italiani che scoprono di essere sieropositivi a malattia conclamata.
Servono campagne di prevenzione e informazione

Roma, 1 dicembre 2010 - "Se vogliamo che la Giornata mondiale di lotta all'Aids non sia solo un rito più o meno inutile, è necessario che il Governo, le Regioni e gli Enti locali assumano impegni precisi", afferma Lucio Babolin, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA). "Sono troppi gli italiani che scoprono di aver contratto il virus Hiv a malattia conclamata. Questo significa che cominciano a usare le terapie antiretrovirali con largo ritardo rispetto a quanto sarebbe auspicabile e possibile. Inoltre, l'Istituto Superiore di Sanità ha stimato che un sieropositivo su quattro non sa di esserlo. È evidente che servono campagne di prevenzione e di informazione rivolte alla popolazione generale e a target specifici, con il fine sia di ridurre il numero di contagi sia di favorire la diagnosi precoce."

Per Babolin, "le campagne andranno rivolte in particolare alla popolazione eterosessuale, visto l'altissimo numero di segnalazioni registrate nel 2009, promuovendo tutti gli strumenti che permettono di evitare il contagio. L'accesso al test per l'Hiv, invece, va reso sempre gratuito e rigorosamente anonimo."

"Ma c'è anche un problema di accesso alle cure", continua il presidente del CNCA. "In primo luogo, non in tutte le regioni italiane si può godere di un trattamento adeguato. È tempo, ormai, che livelli essenziali di assistenza siano garantiti su tutto il territorio nazionale, per non obbligare le persone a percorrere lunghi tragitti per veder salvaguardato il proprio diritto alla salute. Inoltre, è evidente che l'allungamento del tempo di vita per le persone sieropositive e per quelle in malattia conclamata comporta un aumento dei bisogni complessivi di assistenza e di cura, a cui si deve far fronte."

"Attendiamo perciò dal Governo, dalle Regioni e dagli Enti locali", conclude Babolin, "di sapere come vogliono affrontare questi problemi."

 
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